OPEN Spazio BevacquaPanigai

OPeN non significa solo aperto, ma è un concetto che riserva una connotazione ben più profonda. Per noi OPeN significa "senza limitazioni preventive".

Il progetto OPeN nasce dall'unione tra due realtà consolidate nel tempo: SUNCOMMUNICATIONS agenzia di comunicazione creativa e promozione e SPAZIO BEVACQUA PANIGAI la galleria d'arte contemporanea di Treviso. L'estro artistico e la maniacale attenzione curatoriale incontrano le strategie creative e le soluzioni tecnologiche di una comunicazione orientata al raggiungimento degli obiettivi aziendali. Da queste premesse non può altro che nascere un progetto volto al coinvolgimento di chiunque possa e voglia apportare liberamente un contributo creativo in città.

OPeN è uno spazio espositivo aperto situato nel centro storico di Treviso, nella sua zona più antica e alta. E' una location, di 60 mq, caratterizzata da grandi vetrate e si affaccia su una delle piazze più belle della città. Lo Spazio OPeN è completamente attrezzato per diventare sede di MOSTRE d'arte, POP-UP STORE per la promozione temporanea di prodotti, di SHOOTING fotografici, di incontri o CORSI per il tempo libero.

Il progetto OPeN può contare su un team specializzato nella comunicazione e nella promozione, a disposizione dei suoi ospiti con l'obiettivo di promuovere i progetti in corso

image01Open, vetrina sui giardini image02Open, vetrina image03Open, vista su piazza S.Andrea image04Open, vetrine su piazza image05Porta d'ingresso @Open image06Open, fondo image07Open, lato destro image08Open, porta d'ingresso 2 image09Open your mind image10Open Empty Panoramica 1 image11Open Empty Panoramica 2 image12Open Empty Panoramica 3 image13Open Empty verso il fondo image14Open pannello espositivo

A taste of NobrowVol. 01

SETTEMBRE 2014

Luke Pearson, Bianca Bagnarelli e Matteo Farinella: tre nomi per una casa editrice. Treviso Comic Book Festival apre le porte ad una delle etichette di fumetto ed illustrazioni più interessanti della scena contemporanea: Nobrow Press.
Il progetto editoriale inglese ha negli ultimi anni incontrato i favori della critica e del pubblico, grazie ad una selezione accurata ed eterogenea di autori ed alla produzione di libri di altissimo valore artistico. E' con queste premesse che al nuovo Spazio Bevacqua Panigai il TCBF è lieto di presentare tre degli artisti che rappresentano il presente, ma soprattutto il futuro della casa editrice: Luke Pearson, Bianca Bagnarelli e Matteo Farinelli.
Il primo, Luke Pearson, connazionale di Nobrow Press, ha raggiunto con la serie Hilda la nomination 2014 al premio Eisner nella categoria Best Pubblication for kids(8-12). Per Nobrow ha anche pubblicato la graphic novel più adulta Everything we miss. E' l'astro nascente del fumetto inglese, pubblicato in Italia da Bao Publishing.
Bianca Bagnarelli, co-fondatrice del progetto Delebile e premio Nuove Strade 2014 a Napoli Comicon, è uno dei nomi nuovi sui quali punta Nobrow, dopo la collaborazione per il numero nove della loro ormai famosa antologia. Proprio al TCBF14 presenterà il libro che la casa editrice di stanza a Shoreditch pubblicher in agosto: Fish.
Matteo Farinella, gi autore di Sei gradi di Separazione, ha realizzato insieme al Dr. Hana Ros il libro Neurocomic uscito per Nobrow ad aprile 2014. Un progetto che vuole raccontare come funziona il cervello utilizzando il disegno e che dice molto di questo artista estroverso e versatile, che ha utilizzato il suo dottorato in Neuroscienze nel modo pi artistico possibile.

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Antonella MasonDue tra Mille

SETTEMBRE 2014

L'uso del colore, intenso, sfacciato, senza timori passa sopra ai formalismi: si mantiene forte sia nelle occorrenze figurative che in quelle più astratte. Un colore che parla, canta, suona... a volte urla e diventa rosso... " così, ne descrive il cromatismo, il curatore Chiara Casarin.

Due tra Mille, è il titolo che la pittrice ha scelto per la mostra, un excursus dei lavori che hanno segnato la sua vita artistica.

"Antonella Mason ha vissuto -e forse vive ancora- la dicotomia della doppia vita." Continua Casarin sull'artista " Due mondi, Italia e Stati Uniti, entrambi "casa", entrambi "scuola". Lei il cuore, come la casa, se lo porta dietro. Non vi sono nostalgie in corso, solo il riconoscimento di ciò che vede sia fuori che dentro e che, attraverso le mani, sa esprimere.
Due tra mille. Due mondi. Due donne: Mason prima e Mason dopo il viaggio. Due linguaggi artistici: figurativo a volte, astratto altre"

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Giovanni PietrobonVenerabilia

GIUGNO 2014

Venerabile: degno di essere rispettato e onorato ma anche titolo attribuito ai servi (e alle serve) di Dio dopo che è stata riconosciuta e proclamata l'eroicità delle loro virtù o il fatto del martirio.

Venerabile è un aggettivo dal significato duale, solo il soggetto a cui si riferisce ha la facoltà di generarne l'accezione ultima.

Venerabile per Giovanni Pietrobon può essere la rappresentazione di un Cristo, ma anche una donna che col suo corpo sinuoso attira a se' l'attenzione dell'uomo.

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OPENInaugurazione

Inaugurazione Spazio OPEN

Dopo 5 anni di eventi, mostre personali e mostre collettive, in uno dei vicoletti piu affascinanti di Treviso, lo SPAZIO BEVACQUA PANIGAI, la galleria d'arte contemporanea, cambia sede per spostarsi nel luogo non solo più alto (ben 16 m.s.l.m) ma anche più antico della città, a metà strada tra il fulcro commerciale, Piazza Borsa, e quello sociale, Piazza dei Signori.

Spazio Bevacqua Panigai è pronta a spalancare le porte della nuova sede in PIAZZA SANT'ANDREA, a lato della storica fontana e invitare tutti gli amici e gli amanti dell'arte che in questi anni hanno supportato e seguito le attività della galleria. VENERDI' 28 FEBBRAIO a partire dalle 18.30 si svolgerà la festa d'inizio del nuovo corso della galleria con un evento che sublimerà il concetto trasversale di arte contemporanea fatto di pittura, scultura, fotografia, musica, moda, design ...

8 artisti trevigiani
16 opere
10 colonne sonore
1 blogger e il suo obiettivo (fotografico)
I vostri outfit abbinati alle opere

Questi gli ingredienti che caratterizzeranno l'inaugurazione del nuovo spazio. In sintesi, si tratta di una collettiva di artisti di Treviso, presenti con le loro opere migliori, insieme alla blogger più seguita della Marca che attraverso i suoi scatti creerà un legame indissolubile tra le opere e gli outfit dei visitatori, il tutto permeato da una colonna sonora che verrà scelta esclusivamente dal pubblico.

Il 28 Febbraio è la data che segnerà la nascita di un nuovo ambiente artistico, che per volere delle galleriste assumerà diversa connotazione diventando uno spazio aperto, diventando OPEN. Questo il nome del progetto che comprenderà oltre a Spazio Bevacqua Panigai anche SunCommunications, l'agenzia di comunicazione on-line e off-line, che da anni lavora per promuovere aziende e prodotti nel Veneto. Ma non solo. OPEN prevede il coinvolgimento di chiunque possa e voglia apportare liberamente un contributo creativo in città. Questa la novità assoluta.

image01Opere image02Incrocio di sguardi image03In ammirazione image04Colloquio con il maestro image05Blogger in azione image06 image07 image08 image09Cultura image10 image11Maestri a colloquio image12 image13Open- Estreno image14Incantata dall'arte image15Rosso su rosso image16Maestro nell'obiettivo image17Spiegando le pose image18Maestro ed allievo image19 image20La musica fa da padrona image21 image22Maestri in posa image23 image24 image25 image26

Gaspare MutoloLa Mafia Non Lascia Tempo

NOVEMBRE 2013

Non succede spesso che l'arte contemporanea si discosti da toni puramente iconografici o emozionali per abbracciare valori squisitamente sociali, ma quelle volte che accade, il risultato assume un aspetto che sa di bello e di buono.

Tema purtroppo sempre attuale (anche per le ultime vicende che coinvolgono lo Stato), quello della Mafia è un aspetto che ha permeato la nostra società e proprio per questo motivo deve essere capito, sviscerato e infine risolto.

Il protagonista Gaspare Mutolo, pittore oggi, dopo essere stato prima uomo di mafia alla corte di Riina e Riccobono e poi collaboratore di giustizia, affidando le proprie rivelazioni ai giudici Falcone e Borsellino.

Il pentimento, il carcere e l'amore per l'arte hanno veicolato il riscatto sociale e morale di Mutolo che, dismessi i panni di "uomo d'onore" e in carcere quelli di "ghost painter" per il boss Luciano Liggio, oggi firma la paternità dei suoi dipinti e li presenta nella mostra LA MAFIA NON LASCIA TEMPO

Le opere di Gaspare Mutolo, oltre 20 tele ad olio dall'impronta naif, esprimono la visione nostalgica di Palermo ripresa dal Monte Pellegrino. La sua pittura unisce visioni oniriche a riferimenti del passato. La collaborazione con i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino (1991), ha aiutato diversi giovani a non cadere nelle grinfie della mafia. L'esperienza artistica, nata all'interno del carcere di Firenze nel 1983, rappresenta l'epifania di una nuova vita nata grazie alla pittura.

image02La Mafia Non Lascia Tempo, flyer image01Conferenza stampa di presentazione Ca' Sugana image04L'attenzione della stampa image05Opere, il mare di Mondello

Simone ReaPer TCBF

SETTEMBRE 2013

"..Poi ho iniziato a disegnare, cercando di raccontare qualcosa, un impressione, una sensazione, sottraendo alcuni dettagli per sostituirli con altri."

Questo è il processo creativo che ha portato alla realizzazione delle più emblematiche opere di Simone Rea, le Fiabe di Esopo, che lo hanno consacrato nell'olimpo degli illustratori per ragazzi facendogli vincere il premio della Biennale di Bratislava e il secondo premio a Illustrarte, la biennale di illustrazione in Portogallo.

Simone Rea, classe 75 nato e cresciuto ad Albano Laziale, dove ancora vive e lavora è noto a livello internazionale nel mondo dell'illustrazione, dell'editoria e dell'arte in generale per la sua personalissima tecnica, fatta di diversi stili attraverso diversi mezzi espressivi. Utilizza olio, acrilico, ma anche matita stratificandoli su diversi livelli. Il cromatismo delle tavole buca il foglio bianco togliendo il fiato all'osservatore, i suoi personaggi nati dal prezioso connubio fatto di tecnica e sensibilità sono liberi di vivere il loro mondo e la loro favola.

image08Favole di Esopo, la cover image01Allestimento mostra image02Dalla vetrina image03Opere image04Colonna tra le illustrazioni image05Sul tono del rosso image07La mostra in fisheye

Stacy GibboniPursuit Of Happiness

GIUGNO 2013

Pursuit of Happiness si ispira alla frase di Thomas Jefferson nella Dichiarazione di Indipendenza. Scritta nel 1776 nei neo-costituiti Stati Uniti d'America:

"We hold these truths to be self-evident, that all men are created equal, that they are endowed by their Creator with certain unalienable Rights, that among these are Life, Liberty, and the pursuit of Happiness."

"Noi riteniamo queste verità di per se stesse evidenti, che tutti gli uomini sono creati uguali, che essi sono dotati dal loro Creatore di alcuni Diritti inalienabili, che fra questi sono la Vita, la Libertà e la ricerca della Felicità".

Il progetto multidisciplinare Pursuit of Happiness comprende dipinti, fotografie e testi che raccontano l'idealismo Americano, strettamente collegato al concetto di casa.

Le case sono vive quando le persone vivono al loro interno, ma la situazione che stiamo vivendo, dal punto di vista politico, economico e virtuale, è riuscita a danneggiare irreparabilmente il concetto di casa, intesa come luogo sicuro. Allora, l'emblematica staccionata bianca, oggi, cambia significato e diventa metafora dell'idea dell'abbandono.

La perdita, la mancanza e la riduzione dei proprietari di case nel mondo occidentale ha sdoganato l'idea di abbandono di massa, rendendolo reale. La sfida tra il freddo gioco dell'investimento e la lotta alla sopravvivenza della famiglia ha raggiunto un nuovo livello, tuttora inesplorato. C'è da scommettere su cosa prevarrà...

Le opere diventano immagini istantanee, capaci di regalare una panoramica degli Stati Uniti, l'intenzione dell'artista è di ritornare di nuovo in quei luoghi con la speranza di ricavarne ristoro e sollievo, con un obiettivo chiaro in mente: la felicità.

Stacy Gibboni è un artista Americana che attualmente vive e lavora a Venezia. Ha frequentato il Savannah College of Art and Design e nel 2002 ha ottenuto il Master of Arts - Painting presso la New York University.

image04Pursuit of happiness, flyer image03La felicità in un catalogo image01Stream of consciousness image02Materia image05Richiesta personale per la felicità image06Pensieri d'artista image07Your pursuit image08Performance in the city image09Flowers

Phil ToySneakers On Art

GIUGNO 2013

Ancora una volta l'arte esce dalla galleria e si insinua nei negozi commerciali della città.

Questa volta i protagonisti sono cinque. PROSPECTING BY SLASH, il negozio cult per chi cerca sneakers originali e in edizione limitata, PHIL TOYS giovane designer noto in tutto il mondo per i suoi Paper Toys, già conosciuto in città grazie alla collaborazione con il TREVISO COMIC BOOK FESTIVAL , SPAZIO BEVACQUA PANIGAI la galleria d'arte contemporanea di Treviso e il MICROBIRRIFICIO CASA VECCIA BORSATO.

Ma cosa centrano le sneakers con l'arte?

Ora come non mai il mondo delle sneakers prende ispirazione da quello dell'arte carpendone i segreti più profondi.

Reebok, per esempio, ha creato una linea dedicata a Keith Haring e precedentemente a Basquiat, ma anche brand come Nike e Adidas si lasciano sedurre dallo stile della street art...

Ma non serve andare molto lontano...c'è un posto a Treviso, dove non solo si può respirare a pieni polmoni la cultura street, ma ci si può imbattere in una mostra d'arte contemporanea.

Il giovane designer di Conegliano, famoso ormai in tutto il mondo per le sue opere su carta, è uno dei più importanti produttori di "paper toys" a livello internazionale e vanta collaborazioni con artisti del calibro di Simone Legno (TokiDoki) o Gianzo. Il suo nome è legato anche al mondo della musica, grazie ai paper toys realizzati, ad esempio, per gli Amari o per la Unlimited Struggle.

image02Sneakers on art, flyer image01Paper sneakers & paper toys image03Street culture in Treviso image04Three toys image05Happening image06Who is the artist? image07Sull'attenti image08Sneakers power image09Phil loves prospecting image10The artist

Melania De LeyvaStars And Stripes

APRILE 2013

Melania de Leyva è così, una vera artista. Profonda, spontanea, ironica, irriverente, pazza, incredibilmente interessante agli occhi di tutti coloro che artisti non sono.

La fervida fantasia la spinge sin da piccola a misurarsi con le tecniche di disegno. Quello che interessa alla de Leyva non è il segno ma l'indagine sulla raffigurazione della realtà, e da illustratrice a fotografa il passo è breve.

I suoi ritratti, capaci di trasmettere un' idea di bellezza mai banale, stupiscono, dimostrando un talento non comune nel cogliere l'essenza del soggetto immortalato. Riviste quali Vogue e London Street art design pubblicano i lavori della giovane fotografa, non risparmiando parole di elogio.

"Stars & Stripes" è il ciclo di lavori della de Leyva dedicato alla Stati Uniti d'America, rappresentati nelle loro più profonde contraddizioni.

Le 20 opere (tra fotografie, poster e installazioni) in mostra sono un manifesto di tutti quei simboli associati, anche inconsapevolmente, agli USA impersonati da persone comuni destinate ad essere rappresentazione di quel mondo forte e tremendamente fragile allo stesso tempo.

Tra i lavori dell'artista anche una teca contenente un hamburger del noto fast-food conservato nel suo incarto per mesi, appare oggi intatto come fosse un'opera in pvc.

"La mia è una generazione cresciuta guardando con curiosità a tutto ciò che accadeva oltreoceano, ansiosa di amare e sognare gli USA come fossero la famosa "isola che non c'è". Ci racconta la fotografa "Da qui l'idea di ritrarre quel Paese che, nel tempo, ha dimostrato di essere Grande ma non privo di lati oscuri."

Nelle opere di Melania de Leyva la Statua della Libertà, simbolo del sogno americano diventa "un ometto magrolino che a stento sorregge quella torcia quasi spenta" ogni fotografia diventa la porta d'ingresso ad un universo più profondo e multisfaccettato.

image01Stars & stripes, flyer image02The artist image03Testo critico in QRCODE image04Mosaico image05Smile image06Happening image07Treviso like NYC image08Happy meal image09Catch the photo image10Stars & stripes image11Muppet image12Coming soon North Korea image13Meglio il mio o il suo?

Toni ZarpellonNudi

FEBBRAIO 2013

Si dice che Toni Zarpellon sia una leggenda dell'arte contemporanea. E, quando a dirlo sono sia gli addetti al settore che gli appassionati, l'affermazione non può che essere fondata. E lo è per diversi motivi.

Innanzitutto, perché quelle del maestro Toni Zarpellon, originario di Bassano del Grappa, sono opere complete, emblemi di ricerca artistica e insieme di indagine psicologica, e sono state citate in numerosi volumi e trattati sull'arte contemporanea, tra tutti "Storia dell'arte italiana del '900. Generazione anni quaranta" di Giorgio Di Genova, come risposta ad un quesito che accompagna da sempre l'artista "COSA VUOL DIRE ESSERCI?" Allora negli anni '70 nascono le cosiddette LARVE UMANE oppure, più recentemente, le 100 TESTE DI DONNA, oppure ancora i 100 AUTORITRATTI, espressione di uno stato, quello di Essere Artista per necessità vitale, come l'ossigeno per i comuni mortali.

In secondo luogo perché il pittore detiene un primato: quello di aver donato vita e identità a freddi massi e inanimate pietre.

Il destino di Toni Zarpellon è legato ad un luogo ben preciso, le Cave di Rubbio, paesino sull'altipiano di Asiago, divenuto celebre proprio grazie all'artista e alla sua straordinaria opera, che ha saputo catalizzare dal 1990 più di 400.000 visitatori provenienti da tutto il mondo.

Il progetto della Cava ha rappresentato per Toni Zarpellon una sfida personale con l'ambiente stesso, degradato ed abbandonato dall'uomo dopo un uso sconsiderato. L'opera del Bassanese è la risposta ad un'ennesima domanda: da quei massi di pietra grigia, può nascere un mondo colorato di immagini antropomorfiche e forme legate ad un immaginario bestiario? La risposta è ovviamente visibile.

Infine un motivo per cui il nome di Toni Zarpellon riecheggia a livello mondiale è per la sua inesauribile ricerca sull'arte. Secondo il maestro " l'arte ha il compito di rendere visibile l'invisibile. Essa non e' una sorta di allucinazione privata, ma una delle forme piu' alte per conoscere se stessi e la realta' del mondo di cui facciamo parte."

In Esposizione 15 opere, tele che scoprono un linguaggio essenziale in una sorta di nuova metafisica e che raccolgono i colori caldi e freddi, luminosi e smorzati identici a quelli che l'occhio normalmente scorge. 15 le storie contenenti allo stesso tempo domande e risposte sull'esistenza e sulla momentanea risoluzione dell'eterno conflitto, l'attimo in cui il corpo di una modella si trasfigura diventando opere d'arte.

image01Nudi, flyer image02Il maestro image03I custodi della mostra image04Incontro tra artisti image05Tra i nudi

Leonardo SolimbergoIl Percorso

GENNAIO 2013

Innumerevoli le opere prodotte, 40 gli anni di carriera artistica, 2 le città a cui è artisticamente e culturalmente legato, Treviso e Monaco di Baviera. Questi i numeri di LEONARDO SOLIMBERGO, pittore di Treviso che dal 1972, quando allestì la sua prima mostra personale alla galleria "LA CAVE" in Pescheria, si esprime attraverso le sue opere d'arte.

Negli anni si è dedicato con devozione alla pittura affrontando diverse tematiche e cimentandosi in diverse tecniche e stili, dai dipinti ad olio su tavola fino agli acquerelli, passando per le opere a tecnica mista: tempera, collage, inserti materici, foglia d'oro e fotografia.

Un artista completo e maturo che ha saputo arricchire la sua arte attraverso l'esperienza, la cultura, ma soprattutto attraverso una continua ricerca, per soddisfare curiosità e fantasia intellettuale.

Dopo aver partecipato a più di 70 rassegne di pittura in Italia e all'estero, in Germania soprattutto, ed essere stato protagonista di diverse mostre personali, Leonardo Solimbergo sceglie di esporre le "proprie creature" allo SPAZIO BEVACQUA PANIGAI di Treviso e decide, con le galleriste, di intitolare la propria esposizione IL PERCORSO.

Un termine dalla forte pregnanza semantica per indicare un'indagine costante, un susseguirsi di avvenimenti artistici, quelli che hanno caratterizzato il suo essere pittore. Attraverso la parola Percorso infatti non si presuppone un punto di partenza e di arrivo, ma ci si riferisce ad un continuum fatto di sperimentazione e superamento dei preconcetti mentali. Ecco l'arte di Solimbergo, dove segno grafico e colore vengono liberati dalle loro funzioni descrittive e acquisiscono autonomia propria.

Più di 30 le opere esposte, per la maggior parte acquerelli, immagini di paesaggi veneziani e di scorci di Treviso che come ha detto nel 2003 la Dott.sa Magno sono "caratterizzati da due aspetti che si fondono e si completano: la forza di un disegno essenziale e la delicata, pulita ricchezza della tavolozza. Luna e l'altra sostenute dalla lucida immediatezza dell'atto creativo."

image03Il percorso, flyer image04Ritratto d'artista image01Opera image02Venezia

Pep MarchegianiCiao Pep!

DICEMBRE 2012

Pep Marchegiani nasce nel 1971 vive e lavora a Montesilvano in provincia di Pescara. E' un artista a tutto tondo, ad oggi sta riscuotendo consensi smisurati sia nel campo artistico che nelle applicazioni della sua arte su moda, design e comunicazione. E' considerato uno dei maggiori rappresentanti della Pop Art internazionale. Nelle sue opere pittoriche, pittosculture e digital art, si serve dei colori per rappresentare il quotidiano e l'istituzionale, momenti e cause sociali. Ne derivano messaggi ironicamente seri che denunciano e ridicolizzano situazioni, personaggi e istituzioni. Tra il 2010 e il 2012 è protagonista di mostre personali nei maggiori centri culturali italiani tra cui il Padiglione Italia della Biennale di Venezia.

Le opere di Pep Marchegiani sono conosciute e riconosciute in tutto il mondo non solo per le importanti collaborazioni, ma soprattutto per le illustri collezioni private in cui i suoi lavori sono inseriti e per il giudizio positivo di stimati critici d'arte, tra i tanti Vittorio Sgarbi.

L'esposizione è stata un excursus trasversale dei lavori appartenenti ai diversi cicli tematici affrontati dell'artista negli ultimi anni: da CIRCO ITAGLIA, le opere sui vizi e le dissolutezze del Belpaese, da MULTINATIONAL, opere dedicate agli affari di celebri multinazionali, dalla serie ART-MAGIQUE una nuova versione del celeberrimo profumatore d'auto, dalle dimensioni di 120 x 80 cm, altamente carica di contenuti e da VATIGUN, una sua personale rappresentazione dello stato del Vaticano. Appartenente a quest'ultima serie l'opera shock selezionata per la Biennale di Venezia.

image08Ciao Pep, flyer image01Have an art cofee image02Un supereroe image03Sculture pop image04Una polaroid image05"Gesù misto" image06"Maria Schifano" image07Pep T-shirt image09"Vatigun" image10Brain Magique

Marilena CoralloUniverso Femminile

NOVEMBRE 2012

MARILENA CORALLO, pittrice salentina d'origine, trevigiana d'adozione e contemporaneamente per tutto il mese si trasformerà in particolarissima scuola di pittura e tecniche di disegno. L'insegnante? L'artista stessa.

Marilena Corallo, da una decina d'anni, insegna nelle scuole a bambini e ragazzi ma anche ad amatori dell'arte di ogni età come utilizzare i colori ad olio ed acrilico secondo tecniche diverse imparate da una lunghissima tradizione familiare, da generazioni infatti la famiglia dell'artista è nota a Lecce per la realizzazione di opere di arte sacra.

La mostra, intitolata "L'universo femminile tra sacro e profano", consta di 19 opere olio su tela e indagherà sulle diverse sfumature delle rappresentazioni dell'animo femminile dall' iconografia religiosa alla raffigurazione di una donna giocosa o provocante.

image01Studio per ritratto image02Tra il sacro ed il profano image03Profano. image05Ritratto carboncino image06Artista in opera

Enzo RagazziniFotografica

SETTEMBRE 2012

ENZO RAGAZZINI. Fotografo sin dagli anni '5o, attraverso l'obbiettivo, è stato testimone di fatti, scopritore di luoghi e indagatore di anime (come attraverso la descrizione fotografica di "When I'm64" dei Beatles richiesta nel '69 dall'artista Alan Aldridge, o il reportage nel quartiere Sanità di Napoli) ma soprattutto trasversale innovatore, quando in camera oscura ottenne effetti optical dalla pellicola stessa. Da quel momento la ricerca non si è più fermata...

"ENZO, poi, non è uno scienziato, ma un fotografo che fa della fotografia una scienza inventiva e la vede come una matematica di luci e pulsazioni, una tecnica che lui costringe, ma che a volte gli prende la mano, assistita dal suo entusiasmo." spiega la giornalista Gaia Servadio

In collaborazione con AIAP

image04Beatles image05Enzo Ragazzini. Fotografo image01Attenzione! Parla Ragazzini image02Considerazioni sulla storia della fotografia image03Designers image06Un allestimento image07Ninja

Andrea SimonciniFade Out

MAGGIO 2012

Tutto ma non l'indifferenza.

Queste le parole per descrivere in un secondo quello che suscita l'arte di Andrea Simoncini Gibson. Banale? Forse.

Ma si sta fermi fissando gli occhi dei suoi modelli (donne per lo più) fino a farsi rapire dall'opera. Questo provoca l'arte di Andrea Simoncini Gibson.

Riesce a rendere "plastica", tridimensionale, scultorea l'immagine fotografica, proponendo, senza imporre un proprio ed identificabile gesto artistico. Un codice nuovo, che lo rende unico e riconoscibile.

Ne parla Roberto Milani, titolare della Galleria San Lorenzo di Milano, mentre Dario Morgante della famosissima Mondo Bizzarro Gallery descrive la fotopittura di Andrea Simoncini Gibson come

Sospesa tra l'annunciazione di un futuro prossimo e la lezione di grandi del passato.

Questi solo alcuni dei numerosi commenti dei più accreditati esperti d'arte contemporanea presenti in Italia, ben lieti di scrivere su un Artista che, guadagnatosi a pieno merito tale ruolo, è tra i pochi che hanno ancora qualcosa da dire e che sanno come farlo.

L'arte di Simoncini Gibson è la fotopittura: scatti fotografici ritoccati, digitalmente ridipinti che hanno la forza di andare al di la e abbattere la sottile e riflettente parete dell'indifferenza. In questo possiamo chiamarlo maestro, non a caso è vincitore di numerosi premi ed encomi, tra cui quello della London Photographic Association.

image05Fade out, flyer image01Scorcio di allestimento image02Heaven, opere image03L'allestimento image04"santini"

Silvio Gagnoodici E Memoriali

MARZO 2012

Dal Portogallo alla Svezia passando per la Francia e la Germania sino oltre oceano, negli States e in Australia, queste alcune nazioni che hanno ospitato a partire dal 1974 le esposizioni del maestro Silvio Gagno.

L'artista oggi decide di "tornare a casa" con un'importante mostra personale intitolata "Codici e Memoriali", un excursus nell'ultimo decennio di produzione fino ai recentissimi lavori con la presentazione di opere inedite.

Una serie di dipinti che denotano il rapporto empatico e al tempo stesso di abbandono della natura da parte di Gagno, verso un'astrazione che non è mai negazione assoluta, giocando in bilico tra emotività e razionalizzazione.

"Alcuni lavori presentano, incastonate nelle maglie cromatiche, fotografie che rimandano ad un tempo passato: volti di una società che ha subìto profonde mutazioni e che conservano il potere di rievocare le nostre radici. Se in altre opere i codici totalmente astratti mostravano un senso quasi cosmico del nostro essere, queste, dal sapore memoriale, dischiudono un tempo trascorso che ancor oggi è vivido nel nostro immaginario", descrive il curatore della mostra Carlo Sala. Il riferimento va ad opere che faranno emergere volti di persone amiche dell'artista o legate a lui da un rapporto intellettuale: musicisti, artisti, scrittori e critici, colti nelle loro accezione di persona.

L'allestimento in galleria segue dei criteri che conferiscono grande valenza allo spazio. Le opere alle pareti sono "modulate" in modo da creare un unico moto cromatico e tonale; nella parte centrale della stanza troveranno posto le sculture recenti di Silvio Gagno.

Una mostra completa, che parla attraverso dipinti e sculture, del vissuto e delle esperienze di un artista Trevigiano che dopo molti anni passati a raccontare la sua città finalmente torna a casa.

image10Codici e memoriali, flyer image01Codici sospesi image02"Dolomiti Suite" image03Entrata alla mostra con amici image04Ritratti image05Autoritratto in vetrina image06Totem di codici image07Ritratti image08Due amici image09Perplessità image11Intervista all'artista image12Sorpresa della stampa image13La presentazione image14On video image15Il primo brindisi image18Conferenza stampa

Alessandra CasonAle Uno Via

FEBBRAIO 2012

"Siamo fatti della stessa sostanza dei sogni" diceva Shakespeare e sembrava preannunciare il carattere delle opere di Alessandra Cason.

Artista trevigiana, amante dell'arte sin da bambina (anticonformista), dopo aver accantonato, suo malgrado, tele e colori, oggi è pronta per un grande ritorno sul palcoscenico dell'arte tanto da presentare le sue ultime opere al pubblico

35 le opere esposte in galleria. L'acquerello con inserti di materia (filo, cartone, collage, ecoline) la tecnica utilizzata dall'artista.

I soggetti che Alessandra dipinge con tratti sottili, ma decisi appartengono al mondo della natura, rivistati in chiave onirica e sognante: sarà come immergersi in un acquario popolato da pesci dalle forma assortite e contemporaneamente diventare parte di paesaggi incontaminati fatti di alberi, fiori, boccioli Le opere di Alessandra Cason sono orizzonti in cui ci si può perdere, in bilico tra sogno e realtà o come scrive Olimpia Biasi, sua amica e mentore "dove favola e brividi di arcobaleni si intersecano".

image01Ale Uno Via, flyer image02Installazione image03Proiezione onirica image04La vernice

Jay BowerNowhere Now, Here

DICEMBRE 2011

Nowhere esprime il solo possibile significato a ciò che non ne avrà mai uno "in nessun luogo" , " da nessuna parte " . Nowhere è il posto che non esiste e dunque dove non può esserci nulla e nessuno, eppure,per assurdo che sia, è proprio tutto ciò a farne il solo posto possibile.

Now, Here. Le stesse lettere invece per dare una connotazione estramemente puntuale e precisa. Qui e ora.

Una dicotomia. Quella che l'artista svizzero Jay Bower ci presenta alla sua seconda mostra personale italiana, l'artista svizzero spesso descrive i diversi ambienti in cui si trova come dei set cinematografici dove ha modo di entrare in contatto con diverse persone e diversi contesti. In particolare a Los Angeles è stato colpito dal binomio natura / artificio, paesaggio naturale / fashion system.

Il concetto su cui si basa la mostra è il binomio tra natura vera e propria (i suoi paesaggi in bianco e nero) e l'artificiale (ritratti di figure femminili, quasi di plastica).

image01Sognando L.A. image02Inaugurazione image03Parola d'artista image04Opera image05Particolare

CollettivaLuogo Comune

OTTOBRE 2011 - Collettiva a cura di Carlo Sala

Siamo abituati a guardare i luoghi cercando le cosiddette "bellezze da cartolina". Il paesaggio per secoli è stato raffigurato come una entità ideale, e quelle visioni ora appaiono distanti dalla realtà che ci circonda.

La mostra Luogo Comune, curata da Carlo Sala allo Spazio Bevaqua Panigai di Treviso, vuole indagare luoghi meno noti, ma carichi di fascino con immagini che vanno oltre i consueti stereotipi. Francesca De Pieri, Marian Vanzetto e Maria Josè Plannels agiscono scandagliando i luoghi ed i loro simulacri secondo una concezione che non si limita a raccontare le apparenze della realtà, ma vogliono creare un percorso emotivo e coinvolgente.

L'ex castello dei Conti Onigo di Pederobba, la palude delle ex fornaci di Istrana, il bosco Olmè a Cessalto, le Motte a Castello di Godego, saranno i "protagonisti" dell'esposizione, portatori di suggestioni inaspettate. Gli scatti della De Pieri delineano percorsi naturali in cui la presenza dell'uomo è appena percettibile. L'autrice raffigura degli squarci naturali che non recano le normali sembianze fondate sulle classiche convenzioni della rappresentazione. Sono colti frammenti tratti dal bosco e paesaggi collinari, in cui la realtà all'apparenza quotidiana è riletta grazie ai Memory box che inglobano la fotografia e le conferiscono un'aura sospesa, amplificandone la portata espressiva.

Un immaginario che diviene più dilatato nei video di Marian Vanzetto: i luoghi sono i medesimi delle foto della De Pieri, ma se in queste è fermato l'istante, il girato della Vanzetto vuole indugiare lento negli anfratti naturali. E' una ricognizioni che dietro una fisicità del luogo, nasconde una dimensione altra, di carattere fortemente evocativo. Le sembianze presentate alludono a stratificazioni che trascendono il dato retinico, e scavano nel sottopelle dell'immagine. La spagnola Plannels, agisce con il mezzo installativo e tramite l'incisione; nell'intervento grafico emergono molteplici immagini che spostano l'attenzione su una dimensione temporale differente. In esse, dalla perentorietà del presente, si passa ad una riflessione sulla memoria intesa come testimonianza del passato, ed elemento costitutivo del nostro essere attuale. Oggetti quotidiani assumono un valore straniante e simbolico. Telefoni, mollette e sveglie sono i caratteri portanti di un alfabeto surreale che ricostruisce la realtà, per dispiegare un universo a tratti giocoso.

La De Pieri e la Vanzetto usano frammenti di paesaggio per parlare di identità, per arrivare all'essenza intima e più vera dei luoghi. La Plannels invece, lavora su un altro livello, il cosiddetto inscape, una dimensione interiore che passa per il nostro punto di vista. Un percorso fatto di fotografie messaggere di visioni solo all'apparenza marginali, sequenze video che colgono l'anima delle terre e installazioni che evocano memorie incarnate nell'oggettualità contemporanea. In fondo ciò che vediamo è frutto della nostra percezione, del nostro vissuto e delle nostre emozioni. Le autrici di propongono un percorso in cui nulla è totalmente definito, e dobbiamo farci trasportare dalle suggestioni, e attribuire nuovi significati ai luoghi che vediamo.

image01Collettiva, Luogo Comune

Cristian LanfranchiKunstdog

SETTEMBRE 2011

Di origine italo- argentina, Lanfranchi lavora nel campo della moda, ha vissuto un po' ovunque, tra Argentina, Germania, Francia, Spagna e Stati Uniti. Ma il punto cardine della sua vita è l'amore per gli animali e verso i cani in particolare.

Per questo motivo nasce il progetto KUSTDOG Pop Pet Portaits. Cristian Lanfranchi parte dal presupposto che i cani siano sì animali di compagnia, ma anche e soprattutto trasposizione della personalità di uomini e donne :"tale cane, tale padrone". L'artista ha creato quindi ritratti di cani, delle fotografie che di realistico dal punto di vista esteriore hanno poco, ma sono davvero azzeccate dal punto di vista dell'interiorità dell'animale.

Cristian Lanfranchi per realizzare ogni ritratto parte da un'analisi caratteriale del cane, per conoscerne l'aspetto caratterizzante e dunque rappresentarlo su tela: due cani, seppur delle stessa razza saranno simili, mai uguali.

I ritratti però non sono fine a se stessi, diventano una vera e propria opera pop.
L'effige del cane è sdrammatizzata attraverso una tecnica divertente e fresca, quella della pop art.

Il progetto ha avuto notevole successo a Londra e moltissimi collezionisti hanno deciso di "adottare un cucciolo" attraverso il quadro. Numerosi anche i ritratti su commissione dei piccoli amici.

In galleria saranno esposte circa 60 tele in acrilico di varie dimensioni, quelle più piccole di cm 20 x 20, fino a cm 100x 70. Inoltre si potranno trovare postcerds, ma anche calendari e puzzle tutti appartenenti al progetto Kunstdog. Insomma, se ne vedranno di tutti i colori (pop) e di tutte le razze!

image05Pop Pets Portrait, flyer image014 your dogs image02Togliere la prima charlotte's image03Charlotte's Dress image04Ritratti in vetrina

Giulio IurissevichShe!

GIUGNO 2011

Giulio Iurissevich è un artista poliedrico, di una creatività eccellente che con pochi sapienti tratti e raffinatezze grafiche si è meritato un posto nell'olimpo degli artisti urbani più importanti a livello mondiale. Ha collaborato con importanti realtà in Giappone, in Cina, negli States e in Nord Europa e ha vinto alcuni dei più importanti riconoscimenti i più recenti: due award ARTAQ (concorso mondiale riservato ad artisti urbani) di Parigi nella sezione canvas (tela) e poster e finalista nel concorso per il 75simo anniversario di Warner Bros "Anniversary of Superheroes 2010" con una tela raffigurante Superman, inoltre i suoi lavori sono stati pubblicati in alcuni dei più importanti cataloghi dell'illustrazione come: Luerzer's archive 200 best illustrators worldwide 2007-8 2009-10 2010-11, "Images 30 the best british contemporary illustration" 2006, "Big Book of fashion illustration" (Batsford), "New fashion Illustration" (Batsford).

Ed ora per la prima volta in esposizione all'interni di una galleria d0arte italiana, qui a Treviso, Giulio Iurissevich ci svela il suo mondo, dedicato, per questa occasione, interamente alla donna. SHE! appunto.

image01Giulio Iurissevich solo Show, giugno 2011 image02Mosaico di china image04Allestimento image05Happening image06Exhibition image07L'amore image08She image09Love me. Forget.

Guido PalmeroMoving Art

GIUGNO 2011

Il cruscotto e il parabrezza diventano tela, supporto pittorico per la rappresentazione di frame quotidiani in cui i protagonisti sono persone comuni o famosi artisti, o ancora illustri figure della storia o dell'attualità.

Volti di donne e uomini ritratti nel chiuso dell'abitacolo di automobili, giovani felici e sorridenti con casco integrale e sciarpe al vento in sella a moto, attori famosi di celebri film, artisti, galleristi, amici, famigliari visti attraverso il vetro trasparente e leggermente curvo del parabrezza.

"Sono essenzialmente ri-tratti, immagini fisiche e mentali che nascono dal desiderio di fermare ciò che è mutevole, transitorio, contingente. Chi osserva per volontà dell'autore, si trova nella particolare condizione di poter guardare (con occhi prestati) come attraverso il mirino di una macchina fotografica." Così descrive le opere la Dott.sa Anna Pironti, Responsabile Capo del Dipartimento Educazione Castello di Rivoli Museo d'Arte Contemporanea.

La macchina fotografica è l'occhio di Palmero, la stampa è la pennellata esperta dell'artista che si metterà a disposizione per nuovi volti, nuovi protagonisti di altrettante nuove storie ognuna speciale, quelle dei trevigiani che in posa dietro ad cruscotto o un parabrezza diventeranno parte dell'opera d'arte stessa.

image03Moving art, flyer image01Autoritratto image02Le opere image04Nani in furgone

AtlanAll'inferno

MAGGIO 2011, Palazzo Foscolo – Oderzo (TV)

la mostra è stata organizzata dalla Fondazione Oderzo Cultura insieme a Anna Alemanno e Andrea Princivalli. Spazio Bevacqua Panigai si è occupata dell'ufficio stampa e la relazione con i media, oltre che a sostenere gli organizzatori col proprio entusiasmo

Immaginate di essere catapultati in un mondo estraniante, dai contorni morbidi, in bianco e nero, assolutamente catastrofico. E' il mondo infernale di Altan, vignettista geniale.

La mostra LA DIVINA.COM nasce da un'idea di Andrea Princivalli ( il curatore della mostra) e Anna Alemanno, opitergini inquieti che, in collaborazione con la Fondazione Oderzo Cultura, sono riusciti a coinvolgere il genio delle vignette Francesco Tullio Altan, che mostrerà le illustrazioni ispirate alla "Nuova Commedia di Dante" scritta da Roberto Piumini e le confronterà con i tratti caratteristici dello storico disegnatore di Oderzo Alberto Martini, di cui si possono ammirare le opere nella omonima pinacoteca.

Dell'artista sono state esposte, nella sezione ALTERALTAN, anche opere rare e mai viste prima d'ora appartenenti al periodo brasiliano dello stesso Altan quando " L'umore, l'allegria, le donne e i colori del Brasile hanno sicuramente dato un contributo alla sua creatività" questa la descrizione della moglie Mara Chavez, che si è prestata per questa occasione a preziosa collaboratrice per la realizzazione della mostra e dell'introduzione al catalogo.

image05La divina.com, flyer image06La divina.com, particolare image01Il percorso della mostra image02L'allestimento creato ad hoc per la mostra image03Diavoli giganti image04Presenza ingombrante

Alessio BolognesiSfiggy

APRILE 2011

i trevigiani si sono svegliati con una terribile immagine negli occhi. Un atroce delitto si è consumato all'interno delle mura della città, nella celeberrima Piazza dei Signori.

Ancora adesso lo si può vedere, il cadavere. I passanti indignati e spaventati attraversano velocemente la piazza con lo sguardo basso e agitato. Il corpo esanime di Hello Kitty giace a terra immobile, le autorità stanno facendo chiarezza anche se il colpevole può essere solo ed esclusivamente uno. Sfiggy.

Sfiggy nasce nel 2009 durante una riunione di lavoro dalla mente di Alessio Bolognesi, un ingegnere, di professione, e artista, di indole.

Di carattere e aspetto che ispirano simpatia e tenerezza, già nei primi schizzi Sfiggy viene rappresentato dall'autore come vittima di mutilazioni continue di volta in volta rattoppate alla bene e meglio. Un susseguirsi, quindi, di sofferenze, poi superate, ma che lasciano segni indelebili sulla sua pelle.

image01Sfiggy, flyer image01Il corpo esanime di Hello Kitty image01Tra la spazzatura image01Il luogo del reato image01Il dominio di sfiggy image01Happening image01Venghino, Venghino signore e signori

CollettivaMolto Raramente Estinta

Collettiva a cura di Saul Mercadent

MARZO 2011

Nel XVII secolo Francis Bacon scrive: «La natura è spesso nascosta, qualche volta sopraffatta, molto raramente estinta». Filosofo empirista o scienziato visionario, Bacon avverte la natura come minacciosa e anticipa un cambiamento radicale: la natura non domina più, è dominata.

Molto raramente estinta nasce da questa suggestione e, isolate dal resto della frase, le tre parole si trasformano in entità misteriose. L'arte contemporanea guarda sempre più spesso a tematiche ambientali ed ecologiche e, pur non formulando soluzioni pragmatiche, orienta l'attenzione e solleva nuove questioni.

Il progetto espositivo prende avvio da un confronto diretto tra artisti e curatore su una traccia in cui la parola natura non compare ma è evocata attraverso immagini, testi e autori. In particolare, è la lettura del Manifesto del Terzo Paesaggio (2004) di Gilles Clément a dar forma all'idea. Il paesaggista francese si sofferma sui luoghi nascosti e abbandonati: parchi, riserve naturali, aree industriali dismesse. L'insieme di questi spazi, vitali per la tutela della biodiversità ma ignorati dall'uomo, è chiamato Terzo Paesaggio, concetto che rinvia a Terzo Stato, nell'accezione di Emmanuel J. Seyès (Qu'est-ce que le Tiers Etat?, 1789).

L'ariosità del pensiero di Clément lo rende applicabile ad aree ed ambiti anche molto lontani. Se si abbandona la sfera ambientale, il Terzo Paesaggio diviene una modalità dello sguardo che esclude l'interezza e si ferma sul particolare. Un certo modo di osservare l'intorno, di trattenerlo attraverso l'obiettivo fotografico o riprodurlo tramite il disegno.

Ne sono esempio perfetto le fotografie scattate nei boschi da Cristiano Guerri (La Spezia, 1965), in cui la natura genera forme misteriose, rivela la bellezza di oggetti ordinari e assiste, zitta, ad un abbraccio. Immagini narrative e quasi monocromatiche, in un cui il paesaggio coabita con chi lo attraversa.

Percorsi di ironia, a tratti amara, sono i disegni a china e le serigrafie di Stefano Baracetti (Pordenone, 1978): un inventario di animali singolari, esito di una trasformazione genetica o di un gioco ottico. Chiude il progetto espositivo una sua installazione sonora: dalle cavità di un tronco reciso esce il rumore di un albero che cade.

image01Suono nuovo image02Musica nuova image03Allestimento, parte image04Photos, Cristiano Guerri image05Under image06Colonne, foto, albero image07Handimals image08Like a window image09Handimals in sequenza image10Allestimento image11Inaugurazione image12Sulla natura image12Corna in vetrina image13

Massimo Galeotti

GENNAIO 2011

image01Maledetti architetti, flyer

Paolo LoschiVanity Face

DICEMBRE 2010

Artista del contemporaneo, dal segno inconfondibile, Paolo Loschi ha esposto in numero galleria di tutto il mondo da New York a Valencia mostrando i suoi ritratti non-ritratti, volti costruisti attraverso un segno sapiente e collage di diversi materiali che rappresentano persone e personalità realmente esistenti e conosciuti durante i numerosi viaggi.

image07Vanity face, flyer image01Artista visionario o desiderio di emulazione? image02Green party image03Conversazioni d'arte image06Allestimento

Andrea Princivalli I'm Play Toy

NOVEMBRE 2010

Quella di Andrea Princivalli è arte digitale che nasce e prende forma dal gesto manuale della costruzione artigianale di tutte le componenti dei singoli frame del video. L'utilizzo di tecniche originali (dal graffiato su pellicola alla sabbia animata, dal disegno alla stop motion) insieme ai personaggi/sculture creati ad hoc fanno di Andrea Princivalli un videoartista conteso e corteggiato da nomi istituzionali e importanti come il noto critico giornalista Rai Vincenzo Mollica, che vedendo un video musicale animato, è rimasto talmente colpito dall'impatto comunicativo del suo stile "fumettistico", da proporgli di realizzare per diversi anni la sigla della sua famosa rubrica televisiva del Tg1 DoReCiackGulp.

Oppure la collaborazione con Francesco Tullio Altan per l'animazione delle sue tavole a fumetti "Rava Noir", in occasione del concerto di Enrico Rava, il più conosciuto jazzista italiano. In questa occasione l'artista utilizza la tecnica del motion comic, finora impiegata solo negli Stati Uniti dalla casa di produzione editoriale e cinematografica Marvel.

Per la prima volta in galleria alcuni dei video saranno musicati dal vivo dai uno dei più noti musicisti e cantanti Ska del Veneto, Sir Oliver Skardy che si presterà ad una vera e propria performance di videoarte.

In esposizione anche i sopraccitati e famosi personaggi protagonisti dei video di Andrea Princivalli, creature robotiche che attingono ad un immaginario fantascientifico e che prendono forma grazie al riutilizzo creativo di "rifiuti": fili di ferro, cavi elettrici, lampadine, viti, utensili che si rinnovano e riacquistano un nuovo valore e importanza. Un riciclo vitale dalle sempre straordinarie e inaspettate conclusioni.

Ogni robot dell'artista racchiude emozioni quasi umane… su ogni bullone o pezzo di latta si può scorgere lo scorrere del tempo, e le loro avventure sono tatuate come cicatrici di guerrieri dell'universo, in un futuro remoto di autodistruzione, in cui la nostra anima sopravvive solo nel cuore metallico di questi scarti assemblati dall'uomo.

Una mostra che è la sintesi di un percorso creativo in continua evoluzione che Princivalli ha iniziato fin da bambino, giocando e riuscendo a sognare che una lattina potesse diventare un'astronave spaziale in movimento. E che si concretizza tra le mura della galleria SPAZIO BEVACQUA PANIGAI e grazie al prezioso contributo critico di Elvezio Bertoli.

image10I'm playtoy, flyer image09Playtoy distintivo image01Missili image02Gente, tanta image03Vicolo in arte image07On the floor image08Vuoto pneumatico image11Skardy in concert image15Foto ufficiale image17Sir Oliver Skardy and his crew image19Artista nell'angolo image20Artista ed alterego

Max PapeschiDuck Eat Duck

OTTOBRE 2010

Dopo il successo del tour in Italia e in Europa, che lo ha visto protagonista indiscusso della scena artistica e dei maggiori quotidiani nazionali ed esteri, Max Papeschi ha scelto Treviso come tappa conclusiva del ciclo di opere politicamente scorrette di cui si è fatto portavoce.

E questa volta Max Papeschi scende in campo. E non fa sconti a nessuno.

Le opere di Papeschi colpiscono la società attuale con stilettate distruttive e dissacranti, un'ironia irriverente che conduce ineluttabilmente ad una profonda e amara riflessione sulla realtà circostante. Su come il mondo d'oggi si articola e si mostra.

Papeschi parla di politica, di religione, di costume come farebbe un politico in campagna elettorale…solo che di quegli aspetti ne prende gli emblemi e le immagini e li stravolge. Li spoglia di quella patina edulcorante a cui noi siamo abituati. "L'amministratore delegato del Vaticano dovrebbe evitare di vestirsi come Lady Gaga, alla sua età starebbe sicuramente meglio in giacca e cravatta" dice l'autore.

Un anno fa, nella Marca fece scandalo l'opera che vedeva raffigurata una donna nuda stesa a terra con il volto di Mickey Mouse e una svastica enorme su di esso. La stessa immagine riprodotta 8 metri per 8 ha suscitato polemiche e inchieste giudiziarie nel centro di Poznan in Polonia, la primavera scorsa.

A conclusione del suo tour Max parla anche di storia. Presenti in mostra 14 opere raffiguranti i momenti topici della storia contemporanea, rivisitati ovviamente dall'occhio dell'artista. Dal 1917 ad oggi.

Papeschi proporrà anche opere in bianco e nero dal tono sarcastico intellettuale con un richiamo all'immaginario collettivo.

Non resta che attenderlo in città e non stupirsi se sarà accompagnato dalla sua personalissima "giunta" composta tra gli altri anche da un clown con il dito medio alzato e una wonder woman scimmia, che si aggirerà nei giorni precedenti l'inaugurazione della mostra.

Treviso è ben disposta ad accettare i "diversi" anche se si tratta di personaggi dal corpo umano e volto di cartoon. Noi li aspettiamo!

image10Duck eat duck, flyer image02Mickey Obama image03Happening image04Life and Max image05Collectors image06Life image07Quando meno te lo aspetti image08Press image09Fuck and stop image11Ognuno potente a modo suo image12Signore e signori: fuck the system

Angela LovedayEspiazione

SETTEMBRE 2010

"Non credere mai di essere altro che ciò che potrebbe sembrare ad altri che ciò che eri o avresti potuto essere non fosse alto che ciò che sei stata che sarebbe sembrato loro essere altro" (la Duchessa in Alice nel paese delle Meraviglie)

Una frase piuttosto intricata, ma che nella sua complessità racchiude nel modo più semplice ed esplicativo il concetto di femminilità, di donna inteso come lo intende la fotografa emergente e pluripremiata Angela Loveday.

Si perché "ESPIAZIONE" è il titolo la mostra personale di Angela Loveday presso SPAZIO BEVACQUA PANIGAI. Un'esposizione che parla di donne, e universi femminili , silenziosamente incastonate nel caotico ordine del sistema sociale.

Angela le studia le donne, le capisce e si immedesima a tal punto che ne nasce una fotografia permeata di poesia e arte, portatrice di significati perché ogni scatto è una storia. Storie di donne che troppo spesso subiscono violenze fisiche e psicologiche, donne che scendono costantemente a compromessi, donne forti come delle rocce che nascondono solo dietro gli occhi la fragilità, misto di accettazione e orgoglio.

ESPIAZIONE vuole essere una mostra d'arte per le donne e a questo proposito viene coinvolta l'Associazione Italiana Donne Medico della sezione di Treviso, che gestisce attività di studio e ricerca, di informazione e formazione scientifica in ambito sociosanitario, con particolare attenzione alla medicina di genere e all'umanizzazione dell'accoglienza e delle cure dei pazienti, e di prevenzione e contrasto della violenza sulle donne. A tale associazione sarà devoluto il 10% del ricavato totale dalle vendite delle opere. L'Associazione potrà essere sostenuta durante tutta la mostra attraverso donazioni.

image01ESPIAZIONE image02L'artista image04Catering image06Dignità Autonome di Prostituzione, performance image07Allestimento scenico con comparse

Lucia ElefanteShocking Faces

LUGLIO 2010

Mostra personale di Lucia Elefante, artista piemontese che già da anni si è distinta tra gli artisti underground del paese. La vincitrice del concorso Treviso Kromatika presenterà infatti le sue opere, che nascono da una visione di Futuro post atomico, dall'idea di creare un guardaroba, dove, in una visione apocalittica, la maschera antigas prende il posto dell'abito: maschere da casa, da sposa, da funerale...

"La maschera antigas prende il posto dell'abito come seconda pelle, punto di incontro fra sé e l'esterno. Attraverso la maschera si acquisiscono nuove sembianze il cambio di maschera modifica l'immagine, l'identità muta"

queste le parole di Lucia Elefante

image05Shocking face, flyer image01 image02 image03 image04

Betti RenostoBlack And white

MAGGIO 2010

Quindici tele alte 150 cm e larghe 100. Nero e bianco è il loro colore. Questi sono i volti fragili, tra equilibrio e precarietà, di Elisabetta Renosto.

I volti sulle tele di grandezza uguale saranno posizionati uno accanto all'altro sino a formare una sorta di installazione perimetrale che induce nel movimento alternando fermo-immagini di orgogliosa espressività a scatti di movimento catturati dalla trama bianca e nera.

image02Black and White, flyer image03Volti in movimento image04Djset da cani image05Urlo image06Opere image07L'artista image08Allestimento

Davide MancosuBlue Anarchy

APRILE 2010

In quest' epoca, dove i nostri alter ego sono avatar e dove il nostro mondo immaginario si può trovare tridimensionalmente all'interno del telefonino, non sottovalutate la Blue Anarchy.

Un'incursione, un'ondata, una massa di omini blu alti due mele o poco più..

Avete capito bene. Sono i Puffi e sono i soggetti delle opere di Davide Mancosu. L'artista milanese dalla cultura new pop che propone una rivisitazione di quei personaggi che a tutti appartengono in salsa artistica…

Da un punto di vista stilistico l'artista risente, oltre che degli influssi della pop art di matrice warholiana, soprattutto alla cultura new pop internazionale, con evidenti riferimenti a Takashi Murakami, alla Kai Kai Kiki, ed alla toy culture.

Mancosu si confronta con la lezione new pop anche da un punto di vista formale, privilegiando i colori acrilici, i fondi piatti, le linee arrotondate che rimandano ad una semplificazione dell'immagine in senso

quasi infantile, riproducendo metaforicamente l'inevitabile tendenza verso una "plastificazione" e "toyzzazione" universale.

Un artista da non sottovalutare.

image01Blue Anarchy, flyer image02Gilbert and George image03Puffo magritte image04Allestimento image05Sculture puffe image06Puffo warhol

Kenny RandomiWanted

MARZO 2010

Ma Kenny Random non crea esattamente questi esseri.

Sembra piuttosto che dia loro vita unicamente per lasciarle liberi. Spesso non sa nemmeno bene lui cosa stringano in mano o perché siano così malinconiche, sembra che lui stesso non abbia alcun potere su di loro, che non possa controllare le loro azioni. Quando ne parla sembra che esse siano da sempre nelle sue mani, gli stiano appiccicate addosso da una vita, e attendano solo che lui decida di liberarle con un tratto di matita o di spray.

Sono creature legate in modo indissolubile al suo artefice. Kenny. Grafico e direttore creativo nei primi anni '90 decide poi di partire. Gira l'Europa facendo skate, surf, snowboard, il giocoliere, dipinge per strada, svolge alcuni lavori di strada ad Edimburgo e a Londra. Una vita particolare, fuori dagli schemi, ma sempre legata ai muri come vuole la migliore tradizione dei writers.

Loro sono soltanto il risultato di esperienze forti, eventi multiformi che rendono possibile parlare di tutto ciò che ha fatto fino ad ora, ma molto difficile immaginare quali saranno i suoi prossimi passi. Accostarsi ai suoi graffiti come alle sue tele non vuol dire cercare di spiegarle, ma semplicemente sentirle. Loro sanno benissimo come parlare.

image04I wanted, flyer image01Opera in vetrina image02Kenny's world image03Incursione street image05Kenny in banca image09Incursione d'arte al tocai image10In pescheria image11On store

Luigi De BaccoLa Luna Nel Segno

FEBBRAIO 2010

Una mostra intrisa di mistero e sensazioni quasi mistiche, create dall'unione tra astronomia e astrologia. La luna intesa come affascinante satellite terrestre, ma anche come variabile determinante nel delineamento degli oroscopi.

Quando la luna è piena siamo in un momento magico di passaggio, e tutta la natura, uomini, animali e piante, percepiscono questa forza.

Forza e magia immortalate dall'obbiettivo di Luigi De Bacco, professionista nella fotografia subacquea, che si è cimentato in un nuovo progetto. Lo scopo è stato quello di riuscire a tracciare il simbolo di ciascuno dei segni zodiacali su una luna piena, tonda e avvolgente. Quella del Primo Novembre 2009. E allora attraverso un gioco di messa a fuoco, di tempo di posa, di inquadratura il fotografo esperto crea l'opera d'arte.

Dodici stampe dei relativi segni caratterizzeranno le pareti della galleria che diventerà costellazione di destini e magie.

image09La luna nel segno, flyer image01Oroscopo image02Di che segno sei? image03Firma sulla luna image04Sotto lo stesso cielo image08LDB

PabaBestiario

FEBBRAIO 2010

"Un bestiario, o bestiarum, è un compendio che descrive gli animali, o bestie. Nel medioevo si trattava di una particolare categoria di libri che raccoglievano brevi descrizioni di animali (reali ed immaginari) accompagnate da spiegazioni moralizzanti e riferimenti tratti dalla Bibbia." Fonte wikipedia

Pittore, disegnatore, illustratore, ma anche musicista e poeta. PABA è un artista veneto nato e cresciuto circondato dalle opere d'arte dello zio, il maestro Licata.

PABA è creatore di un"anarchia ordinata" come definisce la sua arte il critico Antonio Boatto fatta di: "segni che racchiudono spazi, spazi che richiedono colori, colori che si rendono disponibili in tinte, a volte armonizzate, più spesso stridenti d'autonomia". strane specie animali dai colori sgargianti e definite da un tratto distintivo che fa di PABA un artista autentico, alla ricerca della libertà, di quella leggerezza che permette di poter aprire le porte del "recinto".

image01Bestiario, flyer image02Allestimento

CollettivaA Lume Spento

NOVEMBRE 2009

Originale, idealista, stravagante, provocatore, questo è EZRA POUND.

Un uomo talmente libero da schemi da concepire la poesia come 'essere poeta'. Pound infatti decise di autopubblicare, nel 1908, A LUME SPENTO, una raccolta oggi quasi introvabile, che rivela sin dagli esordi la sua modernità creativa e rivoluzionaria.

La mostra nasce con l'intento di accostare la poesia all'arte contemporanea, obiettivo condiviso dalla stessa figlia del poeta la Dott.sa Mary De Rachewiltz "Do il mio pieno appoggio alla mostra omaggio all'opera di Pound sia per la scelta di A LUME SPENTO, sia per il feeling immediato che ho sentito con le giovani galleriste e curatrici. Sono contenta che vengano dedicati momenti culturali alla memoria di Pound."

A caratterizzare la mostra sono stati senza dubbio gli artisti coinvolti che rappresentano la più vasta espressione dall'arte contemporanea: dalla scultura in ceramica a quadri realizzati con tecnica e materiali misti, fino all'istallazione, massima espressione della contemporaneità.

Esporranno KRISTINA BASTIAN, CARLO MARCELLO CONTI, ANGELO DE MARTIN, CANDIDO FIOR, LAMBERTO PIGNOTTI, PIERINA RIZZARDI, HUBERT SCHEIBE.

image12A LUME SPENTO, flyer image01Happening image02Lettura camminata image03Interpretazione image05Sulle note del sax image09Vetrine fiorite a modo loro image10Per comprendere image13Quando i fiori portano all'arte image14Pensi a pound? image15Pound a venezia, litografia image16Pound a venezia, litografia

Max PapeschiMy Little Adolf

OTTOBRE 2009

Se l'arte è provocazione, Max Papeschi ne incarna l'essenza più caustica. E allora non stupiamoci se nelle Piazze principali della graziosa Città di Treviso vedrete aggirarsi un nano dalle sembianze di Adolf Hitler con indosso le vesti del tanto caro Mickey Mouse.

NON NE ABBIATE PAURA!

"Mentre avvio l'uggiosa giornata lavorativa, scaricando la posta elettronica da un assonnato portatile, mi capita di risvegliarmi di colpo dal torpore di una notte insonne leggendo un articolo apparso sulla Tribuna di Treviso inviatomi dall'artista Max Papeschi. Premetto che, pur non avendo mai avuto occasione di collaborare direttamente con Papeschi, conosco e seguo il suo lavoro da diversi anni. Credo sia un lavoro interessante, a tratti tagliente, sicuramente lontano dalle placide acque del politicamente corretto, ma intelligente e caratterizzato di un'ironia non banale. Mi sorprendo quindi, ad un giorno dall'apertura della sua personale trevigiana, nel leggere attacchi così precisi al suo lavoro. Ho forse sbagliato giorno e la mostra è già stata inaugurata? Rimanendo nel dubbio temporale, mi saltano agli occhi alcune affermazioni attribuite al dottor Ilan Brauner, il quale riscontra nella mostra di Papeschi: " possibili presupposti per l'apologia a simboli nazisti". Al disagio ed alla indignazione del dottor Brauner si associa anche Berto Lorenzoni, presidente dell'Anpi, che, sempre citando l'articolo, afferma: " La società è impazzita, il rischio è che questi simboli inducano ad una riflessione distorta i più giovani" Trovo, francamente, l'articolo surreale al limite del comico, anche perché si ventila un intervento da parte delle autorità per censurare la mostra. Il divertimento è accresciuto dal fatto che sia il dottor Brauner che il signor Lorenzoni non hanno ancora avuto la possibilità di vedere le opere di Papeschi nel loro complesso, di conseguenza, tali giudizi peccano, se non altro, di superficialità. Credo che una visita alla mostra potrebbe far comprendere il taglio ironico dell'arte di Max Papeschi, che si inserisce a pieno titolo, con gusto contemporaneo, nella tradizione delle pasquinate o dei giullari di corte ai quali era concesso, con spirito irriverente, di "bacchettare" i potenti. Papeschi fa apologia del nazismo tanto quanto la faceva Chaplin nel Grande dittatore. Forse non ho capito il senso di un film che amo profondamente e mi è sempre parso un' ironica e dissacrante messa in scena della follia hitleriana? Chi non ha riso di gusto di fronte alla surreale scena del dittatore che, in un delirio di onnipotenza, danza con un mappamondo? Ironizzare non è un maniera per svalutare o sottovalutare, è una maniera, sottile, per far riflettere. La cosa che trovo veramente grave è il riferimento ai messaggi distorti che si danno ai più giovani. Facendo salvo che non stiamo parlano di un concerto rock e che quindi l' affluenza di "più giovani" credo sarà piuttosto limitata, non è forse un insegnamento o un messaggio peggiore quello che sottende le affermazioni del dottor Bauner e del signor Lorenzoni, che hanno espresso un giudizio basandosi sul sentito dire, senza aver visto la mostra e senza conoscere -di questo ne sono più che certo- la ricerca artistica di Max Papeschi? Vogliamo forse, se di messaggi ai giovani si deve parlare, insegnare a non approfondire e a formulare valutazioni senza cognizione di quello che si giudica? La superficialità non è in parte responsabile della follia della società contemporanea che lamenta il signor Lorenzoni e non sarà per i giovani un cancro che non gli permetterà di comprendere e condannare le tante atrocità di cui si è macchiato l'essere umano nella sua storia millenaria?

Forse bisognerebbe -seguendo il saggio suggerimento Luigina Rossi Bortolato- prima visitare la mostra e poi giudicare. Se Topolino vestito da Hitler vi sembrerà ancora apologia del nazismo allora ne dovremo riparlare.." Igor Zanti

image10My little Adolf, flyer image01Ti senti osservato dalla vetrina? image02Pay attention image03Opinioni image04Osservazioni image06Allestimento image07Intervista alla cultura? image08Signore e signori image09In municipio

Francesca De PieriVisual Memories

SETTEMBRE 2009

Da sempre l'artista indaga alcuni temi fondamentali nella sua realtà storico-emotiva: la riconversione di luoghi storicamente importanti nell'ambito dello sviluppo storico del territorio; le riconversioni "primordiali" di luoghi naturali al loro stadio primitivo, le storie che ad essi s'intrecciano e le metamorfosi del corpo oltre la superficie acquosa.

Da questi risultati si concretizza una nuova consapevolezza nella ricerca dell'artista, ora più intima, nella quale assume un carattere sempre più preponderante la ricerca di un forte impatto "sentimentale" all'interno dell'immagine fotografica: vero e proprio strumento evocativo-visivo che fa riemergere sensazioni e ricordi legati agli stessi oggetti ritratti.

Le immagini della De Pieri, grazie alla peculiarità dell'elaborazione a cui vengono sottoposte, acquistano una matericità tridimensionale che proietta il fruitore all'interno dell'elemento fotografico, che in questo modo diventa "pittorico". Le inquadrature focalizzano l'attenzione su piccoli particolari significanti, che diventano elementi di un dialogo empatico tra foto ed osservatore.

La fotografia della De Pieri diventa così una memoria visuale: non solo immagine fissata ma soprattutto evocazione emotiva, trascendentale legame tra la visione (presente) e la memoria (passato).

image01Visual Memories, flyer

ollettivoBraccia Rubate

LUGLIO 2009

Braccia Rubate rimanda chiaramente al modo di dire col quale viene solitamente definito chi impiega e investe parte del proprio tempo e risorse per dedicarsi ad attività non percepite come economicamente produttive per la collettività; quello che viene definito strano, quello che vuol fare l'artista.

Per noi, quindi, Braccia Rubate definisce queste quattro personalità che hanno trovato un proprio modo per esprimersi, sfogarsi, uscire dal quotidiano, spesso unendo arte ed artigianato, sostenendo autonomamente costi e spese, alla costante ricerca di nuove soluzioni per rappresentare il proprio essere.

image01Braccia Rubate, flyer image02Tecniche miste + skateboards image03Happening

Treviso Kromatika

LUGLIO 2009

Da Alvise Da Ponte a Andy. Dalla siccità all'arte. Dal 1559 al 2 luglio 2009, tre passaggi epocali per descrivere l'unicità di uno dei monumenti più visitati, più celebri della città, considerato uno tra i più importanti simboli di Treviso, la "Fontana delle tette".

Fatta costruire nel 1559 fu donata alla città di Treviso dal podestà della Repubblica Veneta Alvise Da Ponte all'indomani di una rovinosa siccità che colpì l'intera regione; da allora e fino alla caduta della Serenissima Repubblica di Venezia nel 1797, ad ogni insediamento di un nuovo podestà la fontana zampillava vino rosso da un seno e vino bianco dall'altro, con somma gioia da parte dell'intera cittadinanza, poiché poteva bere gratuitamente del buon vino per tre giorni di seguito.

450 anni dopo è la pop art di Andy, noto tastierista dei Bluvertigo, artista eccentrico, a innaffiare di colore il capoluogo della Marca "gioiosa et amorosa", rifacendo le "turgide poppe" della "vaga donna mormorea sovra conca marina", con il suo stile inconfondibile, le sue pennellate visionarie, i suoi colori sgargianti. E così, come fece il vecchio podestà, in questo senso suo predecessore, anche Andy ha donato la celebre "Fontana delle tette" alla cittadinanza trevisana, un omaggio che sancisce la scelta di Treviso di abbracciare l'arte in tutte le sue forme, in tutti i suoi canali, in tutti i suoi attori.

Ma allo storico appuntamento Andy non è stato certo solo, e con sé ha portato alcuni amici d'eccezione, due gruppi emergenti nel panorama rock italiano, ma già confermati a pieno titolo tra le band più interessanti, e soprattutto più amate dalle giovani generazioni: i Lost e i dARI.

I due gruppi hanno suonato sul tour bus della Red Bull dando vita a un concerto completamente gratuito, che destinato a rimanere per anni nella storia di Treviso.

image08Treviso KromatiKa, flyer image01Andy, Fluon, djset and pop Tits image02KromatiKa, on stage image03Folla, checchesenedica image04Anche con il tourbus redbull image05Teen image06Featuring image07Intervista emo image09Folla. Ancora dubbi?

Paolo LoschiSolo Show

MAGGIO 2009

Artista del contemporaneo, dal segno inconfondibile, Paolo Loschi ha esposto in numero galleria di tutto il mondo da New York a Valencia mostrando i suoi ritratti non-ritratti, volti costruisti attraverso un segno sapiente e collage di diversi materiali che rappresentano persone e personalità realmente esistenti e conosciuti durante i numerosi viaggi.

image02Caldo dentro, freddo fuori image03Ricerca image04Carte da scena image05Allestimento con ospiti image07Torre di ritratti su carta e cartone image08Appesi ad un filo image09Allestimento image11People

Raz DeganEast West Art

MAGGIO 2009

Il viaggio come ricerca e curiosità,

il viaggio come crescita spirituale e intellettuale,

il viaggio come scoperta di nuovi universi.

East West è un progetto di Raz Degan nato nel 2003 dalla sua passione per i viaggi, il desiderio di esplorare il mondo e l'interessamento per la conoscenza delle diverse culture che lo popolano.

Durante i viaggi intrapresi nel corso degli ultimi quattro anni Raz Degan ha scoperto numerosi artisti emergenti che vivono sia nel mondo occidentale che in quello orientale, tutti accomunati da un linguaggio che trova la sua chiave di lettura nell'espressione artistica.

L'obiettivo della EW è offrire a questi giovani artisti la possibilità di esporre le loro opere, dando loro visibilità nell'ambito del contemporaneo e facendoli penetrare all'interno della cultura italiana.

Nell'arco degli ultimi anni sono stati organizzati circa 40 eventi per fare conoscere East West e i suoi artisti. L'intenzione di EW è creare una serie di eventi culturali nelle varie città italiane per promuovere l'interesse dei giovani verso l'arte.

image07East West Art, flyer image01Guarda Raz image02Waiting for Raz image03Viaggiatore image04Riposo image05Happening image06Interview image08A cena tra amici image09Intervista tra i piedi

Graziano AriciRitorno Alla Dolce Vita

APRILE 2009

La mostra ripercorre i favolosi anni della Dolce Vita attraverso gli scatti d'archivio di Arici, fotografo della Fenice e dei più grandi artisti contemporanei, oltre che archivista storico.

Un tuffo nel passato tra le dive e gli eroi patinati degli anni del boom economico del dopoguerra, quando anche intorno alla Mostra Del Cinema di Venezia – sulla spiaggia del Lido o lungo i canali della città storica – tutto era e faceva cinema.

Era l'intera città a diventare un gigantesco set cinematografico, immortalato nelle migliaia di immagini e destinate, meglio di tante parole, a ricostruire il sapore e il fascino di un'epoca tanto audacemente sensuale quanto irresistibilmente ingenua, come i corpi e i volti degli irraggiungibili, in posa per il piacere di uno scatto destinato alla storia o più semplicemente alla gloria effimera dei rotocalchi, allora particolarmente avidi di divismo.

Con il senno di poi, celebrità e anonimato si mescolano nel vintage di un immaginario che si nutriva di protagonismo. Per dirla con il grande Edgar Morin, "la macchina da presa sembrava destinata a imitare la realtà e invece s'era messa a fabbricare sogni".

image05Ritorno alla Dolce Vita, flyer image01Dress code: fifteen image02Sguardi dalla vetrina image03Pronti per il viaggio image04Ultima foto

AndyFluon

DICEMBRE 2008

Il fluon di Andy, collante cromatico tra il barocco e gli anni '80, tra le note di David Bowie e le suggestioni pop di Andy Warhol – dei quali porta visivamente le influenze - daranno vita, infatti, non solamente ad una mostra che Treviso non aveva ancora osato ospitare, ma ad un modo di vivere l'arte, e gli oggetti di cui questa si appropria, come se l'esposizione non fosse il fine, ma il mezzo per immergersi nella stessa esperienza estetica dell'autore. Parte della vita stessa.

image11Andymania, flyer image01Allestimento in rosa image02Grazie a te, caro Andy image03Blue Party image04She image05Impianto stereo 2.0 image06Fluon Party image07Andy, the king image08Il catalogo image09Dall'opera alla copertina image10